giovedì 23 agosto 2012

Cerca il vento (1)




Il vento aveva smesso di soffiare da quindici mesi e tredici giorni. Greta ricordava benissimo l'ultima volta che la brezza aveva spettinato i fili d'erba gialla nel suo giardino. Quella era stata una giornata bollente di fine luglio, e lei, che si dondolava spossata sull'amaca, aveva sollevato le braccia verso il cielo della sera. Ancora adesso poteva ricordare il piacere profondo dell'aria fresca che le accarezzava i gomiti.

E poi basta. Fine.
Neanche un'alito nell'atmosfera immobile. Nulla. Nemmeno un soffio d'aria, in nessun luogo, per mesi e mesi.
All'inizio nessuno ci aveva fatto caso - tutti avevano problemi più urgenti ai quali rivolgere la propria attenzione. Chi se ne importava se quel vento fastidioso aveva smesso di importunare le nuove pettinature, una volta tanto. Ben presto, tuttavia, la pesantezza della situazione aveva iniziato a preoccupare. I meteorologi, prudentemente, avevano scelto di non azzardare alcuna ipotesi che spiegasse il fenomeno - e spiegazione apparente non esisteva.

Greta aveva visto gli adulti avviarsi verso la disperazione. Dopo cinque o sei mesi di aria greve nessuno pareva più in grado di sopportarlo. Cortei di ambientalisti sfilavano in tutte le vie del mondo, urlando in tutte le lingue la loro protesta contro l'inquinamento, l'abbattimento delle foreste, il buco nell'ozono. «Se la natura ci si rivolta contro» strillavano «è perché è arrabbiata con noi. E ha ragione.»

Gli uccelli avevano smesso di volare. Greta ricordava di aver visto un intero stormo di rondini annaspare cercando di prendere quota, per poi ricadere miseramente a terra, più e più volte. Per un po' i pennuti, vista l'impossibilità di muoversi volando, avevano cercato di sopravvivere zampettando a terra, ma finivano divorati dai gatti e dai topi, o morivano di fame. Squadre intere di volontari si erano mobilitate per prenderli in custodia, nutrirli e proteggerli.

Mesi e mesi di inferno - ormai si era a metà ottobre, e anche i più speranzosi avevano smesso da tempo di credere che le cose potessero tornare alla normalità.

E Greta, dall'alto del suo metro e trentatré, decise che gli adulti erano una manica di incompetenti. Lei sapeva che la situazione poteva essere risolta: bastava rimboccarsi le maniche.
Con i suoi nove anni di esperienza e un mini-ventilatore a batterie nello zainetto, un mattino in cui i suoi genitori erano al lavoro, uscì di casa, per cercare il vento.
Il primo modo per cercare qualcuno che si è perso, si disse, è chiamarlo.

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